Il settore delle costruzioni è alle prese con una sfida cruciale: trovare nuove professionalità e sviluppare le competenze necessarie per affrontare le transizioni digitale e ambientale. In uno scenario caratterizzato da una crescente difficoltà di reperimento del personale, la mobilità professionale europea può rappresentare un’importante opportunità per imprese e lavoratori.
Il settore delle costruzioni sta attraversando una profonda trasformazione, che interessa non soltanto i livelli occupazionali, ma anche le competenze richieste e la composizione della forza lavoro. In Italia, secondo le previsioni di Unioncamere per il periodo 2025-2029, la filiera delle costruzioni e delle infrastrutture esprimerà un fabbisogno occupazionale compreso tra 226mila e 271mila lavoratori. La domanda riguarderà principalmente operai specializzati, ma anche figure tecniche qualificate, tra cui ingegneri civili e tecnici di cantiere.
A cambiare, tuttavia, non è soltanto il numero di lavoratori richiesti, ma anche il loro profilo professionale. La digitalizzazione dei processi produttivi e progettuali sta rendendo sempre più importanti competenze legate all’utilizzo di strumenti come il Building Information Modeling (BIM), AutoCAD e i software di modellazione 3D. Parallelamente, la transizione ecologica richiede conoscenze specifiche in materia di efficienza energetica, energie rinnovabili, materiali sostenibili e normative ambientali.
A queste competenze tecniche si affiancano quelle trasversali, come la capacità di lavorare in gruppo, l’adattabilità e la gestione di processi complessi. In questo scenario, la formazione continua e l’aggiornamento professionale diventano strumenti essenziali per sostenere l’occupabilità dei lavoratori e la competitività delle imprese (Corti, Roiatti e Sala, 2025).
La carenza di manodopera: una sfida europea
La crescente domanda di nuove professionalità si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da una persistente carenza di manodopera qualificata. Secondo la Federazione europea dell’industria delle costruzioni (FIEC), entro il 2030 il settore avrà bisogno di circa 2 milioni di lavoratori aggiuntivi nell’Unione europea.
Anche in Italia il fabbisogno è significativo. Secondo le stime dell’ANCE riportate dalla FIEC, a fronte di investimenti per 64,4 miliardi di euro da realizzare entro il 2026, sarà necessario un incremento occupazionale di circa 64.400 addetti.
Alla base di questa situazione vi sono diversi fattori strutturali: l’invecchiamento della forza lavoro, la difficoltà ad attrarre le nuove generazioni e la limitata partecipazione femminile. A questi si aggiunge la percezione di condizioni lavorative poco attrattive, che può rendere il settore meno competitivo rispetto ad altri comparti.
Un’ulteriore criticità riguarda il divario tra le competenze disponibili e quelle richieste dalle imprese. Le transizioni verde e digitale stanno infatti accelerando la domanda di figure specializzate, mentre i percorsi di formazione e aggiornamento non sempre riescono a rispondere tempestivamente alle nuove esigenze del mercato.
Anche la crescente domanda di interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazione e nuove abitazioni contribuisce ad aumentare la pressione su un mercato del lavoro già caratterizzato da difficoltà di reclutamento.
In questo contesto, attrarre nuovi talenti, favorire una maggiore partecipazione di giovani e donne e investire nella qualificazione professionale rappresentano priorità strategiche per garantire la crescita e la sostenibilità del settore nel medio-lungo periodo.
EURES TMS: un’opportunità per imprese e lavoratori del settore delle costruzioni
Per rispondere alle difficoltà di reperimento del personale e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, la mobilità professionale europea può rappresentare una risorsa importante.
In questa prospettiva si inserisce il progetto EURES Targeted Mobility Scheme (TMS), che sostiene la mobilità lavorativa in Europa e facilita l’incontro tra imprese alla ricerca di personale qualificato e candidati interessati a intraprendere un’esperienza professionale in un altro Paese europeo.
Il progetto, finanziato dalla Commissione europea nell’ambito della componente Occupazione e innovazione sociale (EaSI) del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), vede il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano tra i soggetti capofila delle iniziative europee attive.
Attraverso la rete EURES, il progetto mette a disposizione servizi gratuiti di informazione, orientamento, preselezione e matching, accompagnando imprese e candidati nelle diverse fasi del processo di reclutamento e inserimento lavorativo.
Per le imprese del settore delle costruzioni, EURES TMS offre la possibilità di ampliare la ricerca di personale oltre i confini nazionali, accedendo a un bacino europeo di candidati con competenze ed esperienze professionali diversificate. Le piccole e medie imprese possono inoltre beneficiare, nel rispetto dei requisiti previsti dal progetto, di contributi economici per programmi di formazione e integrazione dei lavoratori assunti.
Per i candidati interessati a un’esperienza professionale all’estero sono invece previste misure di accompagnamento e sostegni economici che possono contribuire a coprire le spese legate ai colloqui, al trasferimento, alla formazione linguistica e al riconoscimento delle qualifiche professionali.
In un settore in cui la disponibilità di competenze qualificate è sempre più determinante, EURES TMS rappresenta quindi uno strumento concreto per ampliare le opportunità di reclutamento, valorizzare le professionalità e sostenere la mobilità lavorativa in Europa.




